L’archivio degli Dei

di Miriam Palombi ed. Dark Zone

 

Miriam palombiUna maledizione antica ha originato una scia di sangue che attraversa i secoli. Macabri omicidi rimasti insoluti.

La galleria degli Uffizi mostra opere d’arte che custodiscono inquietanti rivelazioni..Una storia avvincente con un’idea di fondo interessante e che, a mio parere, meritava maggiore sviluppo.

Tutta la parte introduttiva infatti è molto ben architettata, anche se  forse non sufficientemente elaborata. Avrei apprezzato una maggiore descrizione dei diversi periodi storici e una più specifica presentazione dei personaggi, sicuramente sarebbe stato interessante approfondire il personaggio di Francesco I De Medici, e definire meglio il ruolo dei curatori.

Tuttavia la seconda parte si riscatta acquisendo ritmo e coinvolgendo il lettore negli avvenimenti.  Le vicende che portano all’epilogo si susseguono fra i noti locali della Galleria e antri sconosciuti  creati per celare misteri e libri proibiti che in realtà nei secoli erano già stati rivelati, ma il percorso obbligato che i protagonisti si ritrovano a seguire insieme, era necessario e imprescindibile per interrompere morti misteriose propagatesi per un tempo lunghissimo.

Molto coinvolgente il personaggio del professor Pallavicini e sufficientemente feroce il Curatore della galleria, legato ai propri demoni e alla propria avidità fino a giungere alle estreme conseguenze. I due ultimi protagonisti ripercorreranno, grazie agli indizi lasciati disseminati nei secoli, il percorso preparato dai loro antenati con determinazione e voglia di chiudere per sempre una storia misteriosa e dolorosa.

A fare da sfondo a questa avvincente ricerca, luoghi meravigliosi come appunto la Galleria degli Uffizi e l’abbazia di Sant’Antimo, dove si svolge una parte preponderante della storia.

In tutto ciò il lettore viene coinvolto con la necessaria enfasi e la giusta dose di adrenalina. Nonostante qualche pecca iniziale nello sviluppo e un editing non sempre perfetto, è senz’altro una storia che vale la pena leggere, Miriam è una giovane autrice che sicuramente deve ancora un po’ affinarsi, ma  ha ancora molto da dare, e certo la rileggerò volentieri in uno dei suoi prossimi lavori.

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