Quattro sorelle tutte regine

di Sherry Jones – Newton Compton

Tra le dolci vallate e i fragranti profumi della Provenza, Margherita, Eleonora, Sancha e Beatrice crescono sotto la severa ma affettuosa tutela della madre, la contessa Beatrice di Savoia.
L’ambiziosa nobildonna si assicura che le figlie imparino le buone maniere, l’arte di affascinare, l’oratoria, ma soprattutto che accettino e condividano il suo motto: “La famiglia viene prima di ogni altra cosa”. Perché, con la Provenza sotto il costante attacco dei nobili confinanti, il destino e la sicurezza della casata dipendono dalle preziose alleanze che la famiglia riuscirà a stringere grazie ai matrimoni delle quattro sorelle con i potenti d’Europa. Così Margherita viene data in sposa al giovane, mistico Luigi IX, diventando una grande regina di Francia, e l’indomita Eleonora è promessa a Enrico III d’Inghilterra. Poco tempo dopo anche la bellissima, timida e devota Sancha e la vivace Beatrice sposano nobiluomini che faranno di loro delle regine. Ben presto però appare chiaro che una corona non basta a garantire protezione. I nemici sono dappertutto: l’infida suocera di Margherita, la gelida Bianca di Castiglia, gli amanti delusi, i baroni senza scrupoli… A tutto ciò si aggiungono le tensioni interne, che emergono quando la lealtà tra sorelle si trasforma in rivalità per ottenere ciò che ognuna pensa le spetti di diritto: la Provenza.

513IbXboFcLLa storia delle sorelle Savoia, andava sicuramente raccontata, ma meritava un’attenzione maggiore di quella che gli è stata data. Ci si muove nelle trame delle maggiori corti d’Europa attraverso la visione di quattro ragazzine che vengono date in spose, come sempre succedeva, al miglior offerente o a chi poteva garantire pace o altri favori. Grazie alla longevità di due di loro, Eleonora e Margherita, il racconto si dipana attraverso un gran numero di anni e di avvenimenti che certo hanno cambiato il corso della storia di quel periodo. Purtroppo però l’autrice pare dimenticarsi fin da subito dell’epoca di cui sta narrando; invece di descrivere un XIII secolo con tutti i suoi limiti sia storici (l’Inghilterra per esempio, non è ancora quella grande potenza che viene descritta) che umani, leggendo si ha l’impressione di trovarsi nelle grandi corti rinascimentali, con uno sfarzo sia nell’abbigliamento, che nelle suppellettili assolutamente improbabile per l’epoca di cui si parla. Per non parlare delle caratterizzazioni dei personaggi, talvolta più simili a personaggi attuali che a donne vissute oltre novecento anni fa. Peccato perchè la storia è intrigante, vivace e stimolante, ma troppi dettagli riportano a visioni moderne che rendono il tutto forzato e poco credibile. Le descrizioni, oltre ad essere spesso improbabili, non sono sufficientemente dettagliate, un’occasione indiscutibilmente sprecata.

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