Si spengono le stelle

di Matteo Raimondi

 

Trama (dal sito Mondadori):

  1. York è un’inquieta città di frontiera da poco annessa alla Colonia della Massachusetts Bay, dove la legge è esercitata secondo una rigida morale puritana.

Primogenita di Mary e Robert Walcott, capo della corporazione commerciale, Susannah è tormentata da un selvaggio bisogno d’indipendenza che la rende insofferente alle autorità e la porta a rifugiarsi negli antichi insegnamenti della sua vecchia nutrice indiana, Nagi, dalla quale ha imparato a scorgere in ogni cosa la profonda armonia del cosmo. Ma proprio il forte legame con la cultura dei nativi costa a Suze l’avversione dei suoi coetanei, che la accusano di essere strana, pericolosa, e per questo la schivano. Tutti tranne uno, il fragile e misterioso Angus Stone, che appare determinato a sfidare qualunque pregiudizio pur di averla.

Le cose cambiano quando Robert viene inviato a Boston per presiedere il Congresso coloniale: mentre a York le stelle della ragione cominciano a spegnersi, Rob realizza di trovarsi nel mezzo di una spietata cospirazione tesa a inasprire odio e paura verso i “selvaggi”. Il conflitto tra coloni e nativi assume così il valore di uno scontro fra bene e male che coinvolgerà proprio Susannah, ignara custode di un grande segreto.

 

Personaggi:

Susannah: ha diciassette anni, è bellissima, vivace (fin troppo) ed è poco propensa a rispettare le regole imposte dalla sua società eccessivamente puritana. Gli insegnamenti della sua balia Nagi, nativa e saggia, hanno lasciato un’impronta indelebile e un modo di vedere la vita e le cose che proprio non si sposa con la visione dei suoi concittadini e soprattutto del parroco che fin da subito fa capire il proprio risentimento. Il suo coraggio e la sua determinazione resteranno intatti fino alla fine della storia e la vedranno crescere e diventare via via sempre più matura e consapevole.

            Susannah voleva essere libera di andare per la sua strada, voltarsi e partire alla                    ricerca   delle meraviglie invisibili, ma nella Colonia la libertà era un bene tanto                      raro  quanto pericoloso da possedere, e a York tutto ciò che era celato nel mondo                    invisibile  veniva   considerato “sgradito a Dio”.

Mary: la madre di Suze è una donna volitiva, coraggiosa, legatissima a suo marito e ai suoi tre figli; anche lei è custode di un segreto che, quando scoperto, sarà la causa di molti guai per la sua famiglia.

Robert: il padre di Susannah è un uomo corretto e coraggioso, pronto a dare tutto se stesso per la sua comunità ma incapace di piegarsi a regole e imposizioni che non condivide, anche quando si tratta di aver a che fare con le massime autorità dello Stato.

Randall: il parroco Randall è il classico prete che ci aspettiamo viva in quei tempi, ambizioso fino alla paranoia, ossessionato dai suoi fantasmi, vittima di passioni proibite e inconfessabili, si assolve da tutta la sua perversione cercando, e trovando, il capro espiatorio adatto, pronto da essere immolato come un agnellino pasquale.

 

Recensione:

Se nel titolo le stelle finiscono con lo spegnersi, posso dire con certezza che nel firmamento editoriale  una stella si è accesa e brilla luminosa.

Matteo Raimondi ci ha regalato una storia,un thriller, un affresco storico degno del miglior Follett, mai noioso, mai ordinario, incalzante nei momenti d’azione, poetico nelle parti meramente narrative.

Romano, giovane (classe 1986), laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza  in sociologia e comunicazione, Matteo è studioso di letteratura, società e storia americana e con Si spengono le stelle, il suo romanzo d’esordio ci trasmette tutta la sua passione e il suo amore per l’America e i suoi aspetti positivi e inquietanti.

La prima cosa che ho notato leggendo il libro è l’amabilità del linguaggio: descrizioni mai banali, stati d’animo scavati fino in fondo, dettagli impalpabili che tracciano i solchi della narrazione. A ciò si aggiunge una sintassi corretta, scandagliata e ricontrollata a fondo, cosa ormai rara di questi tempi.

La giovane e bellissima Susannah vive in un territorio ancora poco esplorato, vastissimo e ostile, al confine con quei “selvaggi” che i puritani inglesi non riescono ad accettare, considerandoli esseri “immondi” e “animali”, il periodo è quello di Salem e anche nelle lande desolate Americane si fa largo il virus della stregoneria con tutte le follie e le crudeltà che si è portato dietro. Bastano poche cose per essere considerate streghe e nel caso di Suze, avere un padre corretto ai limiti del sacrificio personale e una balia indiana saranno le cause scatenanti che la porteranno al centro della follia dei cittadini di York.
Da sempre additata dai compagni come “strana”, invidiata dalle ragazze per la sua bellezza solare e disinibita, diverrà il perfetto capro espiatorio cercato dal popolo ignaro per  mondare le proprie colpe, ma in realtà vittima di una vendetta personale del parroco, incapace di gestire i propri ardori e le proprie passioni.

In un vortice di avvenimenti, di momenti d’azione che mi hanno spinta ad agitarmi sulla sedia come per partecipare a quello che stava succedendo, i personaggi cercano il proprio posto in un mondo che ancora li rifiuta proprio come una malattia che deve essere espulsa dal corpo. E proprio come un’infezione  loro resistono e attaccano con sempre più virulenza per occupare un posto che non spetta loro.

Ognuno dei personaggi principali risulta “fuori posto”. Susannah e sua madre sono divise tra un modus vivendi e un altro senza la possibilità di essere appieno parte di nessuno dei due. Robert viene mandato al Congresso dove tutte le sue certezze verranno scardinate da un sistema che richiede più abilità opportunistiche che capacità di creare politiche positive per il popolo e i territori, rendendolo debole e incapace di gestire una situazione che non gli appartiene. Randall incarna il parroco che mai avrebbe dovuto prendere i voti: incapace di resistere alle passioni della carne, incapace di perdonare, ambizioso e cattivo, usa le persone per i propri scopi e non certo per dar loro conforto avvalendosi dei servigi di un criminale degno del peggior bravo di Manzoniana memoria.

Una storia antica che però ci racconta molto anche della storia di oggi: la discriminazione femminile, per l’avvenenza, la spregiudicatezza e la voglia di far sentire la propria voce tutto sommato è un tema ancora tragicamente attuale in una società come la nostra dove le resistenze ad una valutazione che esuli dal sesso sono ancora forti; dove ancora ci sono uomini che considerano le donne loro proprietà al punto di arrivare ad ucciderle e dove la sessualità deviata tende ancora ad essere nascosta sotto l’egida della rispettabilità

Se devo trovare una critica da fare al libro, al di là di qualche descrizione che avrebbe potuto essere un po’ smussata, è proprio il titolo. Poetico certamente,  ma l’impronta è secondo me fuorviante rispetto a  ciò che si andrà ad affrontare nel leggere la storia, dà troppo l’idea di un titolo romance. Ma null’altro mi sento di appuntare a questa storia bellissima, tenera e  feroce, a tratti disumana e a tratti dolcissima.

 

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Titolo: Si spengono le stelle
Autore: Matteo Raimondi
Pubblicato: Aprile 2018 da Mondadori
Genere: Narrativa Contemporanea 
Collana: Omnibus
Formato: BrossuraeBook Pagine: 468

 

 

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